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Kriek 2020

Kriek 2020

BRASSERIE CANTILLON

Miscela di lambic* (in media di 20 mesi) e ciliegie biologiche (tipo griotte) intere, fresche, raccolte non appena la buccia diventa scura, quasi nera (prov. Turchia) - 200 g di ciliegie per litro di birra.

Dal momento che le ciliegie acidule fresche hanno un sapore molto pronunciato è necessario selezionare un lambic che abbia abbastanza carattere. Dopo la macerazione per due/tre mesi, il lambic ha estratto le sfumature e i profumi delle ciliegie. A quel punto viene miscelato con un giovane lambic di un anno, che apporta gli zuccheri necessari per la rifermentazione in bottiglia.

Birra di color rosso e schiuma rosa fine e poco persistente.
Al naso, presenta sentori di frutta con nocciolo, legno, cuoio.
Al gusto, arriva subito il sapore delle ciliegie che, tuttavia, non conferiscono note dolci considerando che queste sono state completamente fermentate dai lieviti. Il bouquet aromatico anche note acidule, lattiche, di legno, di nocciola
In bocca è effervescente, acidula e dissetante, ottima come aperitivo.

La Kriek del Birrificio Cantillon esalta il suo massimo “fruttato” se bevuta giovane. Con l'età il lambic prenderà il sopravvento, a scapito della componente fruttata.

 

*Lambic: Il terroir Lambic vale solo in un’area ristretta, vicino Bruxelles, perché lì risiedono 84 specie di batteri e lieviti particolari: in teoria le fermentazioni spontanee si possono fare ovunque, ma non dispongono di questo mix di microorganismi, appunto, territoriali. Per fare un esempio, in USA hanno avviato la produzione di Lambic locali – anche se hanno finito con l’usare il termine “methode geuze”, per non incappare nelle ire dei fiamminghi. 

La culla del Lambic è il Pajottenland, con le sue tante municipalità con differenti etnie che vi abitano, una zona dove si beve Lambic almeno dal 1567, stando ai quadri di Bruegel il Vecchio che ce lo mostra come bevanda dei giorni di festa. Il microclima è generato dal fiume Senne, e dall’andamento di valli e colline, ma non si è ancora riusciti a capire cosa rende queste zone microbiologicamente così uniche. L’alone di mistero che aleggia sulla produzione del Lambic, e i microorganismi che ne fermentano il malto, sono oggetto di varie forme di superstizione (quando si aprono locali nuovi, all'interno dei birrifici, si fa in modo di preparare l’ambiente prima, ad esempio spruzzando Lambic sulle pareti del nuovo capannone). 

La lavorazione parte dal malto normale, di cui almeno un 35% frumento crudo e 65% malto d’orzo, così come scritto nel disciplinare (redatto però solo di recente e oggetto di specifico presidio Slow Food). Nel mulino si macina, quindi si fa la maltazione, poi si fa miscelazione con acqua calda ottenendo il mosto, il tutto effettuato in bollitori storici e alcuni recenti (insomma, recenti: del 1937). Il momento magico è l’aggiunta a mano del luppolo suranné, invecchiato, un luppolo quasi senza amaro e senza aroma ma con proprietà disinfettanti che viene sbriciolato all’interno. Poi si va alla vasca di raffreddamento in un sottotetto molto arieggiato, una vasca bassa e larga di rame. Nella notte si raffredda, e il giorno dopo si mette in botti di varia provenienza. Dentro le botti la microfauna è appunto la più variegata e originale, con varie spore e rimasugli di cotte e fermentazioni precedenti. Partono (quando vogliono) le fermentazioni spontanee, e si attende finché non c’è la fuoriuscita della spuma dal tappo della botte, che nasce e non si sa mai bene quando finisce. Quando questa termina, si mette il tappo di silicone e comincia il riposo dei Lambic, che si protrae per il tempo che l’assemblatore ritiene necessario.

Il birraio di volta in volta assaggia le varie botti, e da quelle che sceglie usa il Lambic per farne la geuze, ovvero la cuvée, con un procedimento molto simile a quello che praticano gli chef de cave delle maison di Champagne. La geuze classica è un multivintage composto per il 50% di Lambic di tre anni di età, per un 25% da Lambic di due anni e per il resto da Lambic più giovane, che è fondamentale perché è quello che fa partire l’ultima fermentazione in bottiglia per ottenere la carbonazione definitiva, altrimenti sarebbe piatta. Esistono poi varianti, con altri assemblaggi e con differenti botti per l’affinamento, e l’aggiunta di frutta fresca. 

Nazione

BE Belgio

Gradazione Alcolica

5.5% alc. vol

Colore e Bicchiere

Pinta RossaPinta
Rossa

Tipologia

Fruit Lambic

€ 23.50 Bottiglia 75cl In Esaurimento
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