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Gueuze New Label 2021

Gueuze New Label 2021

BRASSERIE CANTILLON

Nella grande famiglia delle "birre acide belghe", Cantillon Classic Gueuze è una gueuze tradizionale imbottigliata regolarmente da Brasserie Cantillon, birrificio belga specializzato nella produzione di Lambic. E' senza dubbio definibile birra di punta e spina dorsale dell'intera linea produttiva.

Nel corso degli anni, la sua etichetta è cambiata più volte e generalmente ci sono da due a tre etichette per Classic Gueuze utilizzate alla volta. La versione destinata al mercato USA utilizzava la classica etichetta gialla, mentre le versioni europee utilizzano l'etichetta Manneken Pis. Nel 2014, Cantillon ha introdotto l'ultima etichetta per la sua gueuze che ha la bandiera belga come sfondo. Nel 2021, l'etichetta è stata nuovamente ridisegnata con uno sfondo bianco e nero e un logo stampato in lamina d'oro.

Va sottolineato che non c'è differenza tra la versione americana di "Classic Gueuze" e gli imbottigliamenti 100% Bio/Biologico. Le differenze di etichettatura derivano dai diversi requisiti degli Stati Uniti rispetto all'Unione Europea nel dichiarare un prodotto biologico. Cantillon attualmente non soddisfa gli standard statunitensi, ma Cantillon osserva sul suo sito Web di aver utilizzato grano biologico al 100% per i suoi lambic dal 1999.

Le dirette parole dal birrificio in merito: "Il 3 aprile 2019 abbiamo miscelato una partita di Gueuze per l'imbottigliamento, come ne facciamo diverse dozzine a stagione. Tipicamente, un normale blend inizia a sviluppare carbonazione dopo alcuni mesi in bottiglia per dare vita ad una Gueuze, ma questa volta il processo è stato un po' più lento del solito e abbiamo deciso di tenerla più a lungo in cantina. A poco a poco, la rifermentazione è iniziata (per questo, non si può davvero parlare di Loerik, piuttosto, è una Gueuze che ha preso il suo tempo per fermentare e carbonare completamente..più di due anni!) ed il risultato è una Gueuze fine, fruttata e aromatica, che indugia al palato con una buona persistenza in bocca.
Abbiamo pensato che l'uscita di questa "Special Gueuze" sarebbe stato il momento perfetto per lanciare anche la nostra nuova etichetta. Come al solito, è stata disegnato dal nostro amico Ammo Amo.
La nostra Gueuze Classica con l'etichetta Manneken-Pis sarà definitivamente sostituita da questa nuova etichetta per tutte le future miscele."

La Cantillon Gueuze è una gueuze di colore dorato, a malapena velato. È ottenuta miscelando, in proporzioni uguali, lambic* invecchiati rispettivamente uno, due, tre anni.

I Lambic prodotti dal Birrificio Cantillon vengono definiti “giovani” dopo un anno di invecchiamento e sono considerati completamente maturati dopo tre anni. Le birre giovani contengono gli zuccheri naturali che sono necessari per la rifermentazione in bottiglia mentre, le birre che sono maturate per tre anni, contribuiscono con il loro gusto e sapori raffinati.
Gueuze è il risultato finale di una complessa miscela di lambic di età diverse e con gusti diversi conservati in botti di rovere. Il compito principale del birraio prevede la degustazione e dovrà provare circa una dozzina di lambic da botti diverse, selezionandone infine cinque o sei. È con questo metodo che viene prodotta la gueuze 100% lambic, che presenta le caratteristiche tipiche delle birre del Birrificio Cantillon. Ogni lotto miscelato produce una gueuze leggermente diversa perché gli elementi naturali nel cuore della birra rendono impossibile la produzione di un prodotto standardizzato.
Le bottiglie vengono posizionate orizzontalmente in una cantina e lasciate riposare mediamente per un anno, tempo necessario per la conversione degli zuccheri in anidride carbonica (rifermentazione in bottiglia). La saturazione del liquido avviene in modo lento e naturale, e quando il lambic si trasforma in una birra schiumosa si chiama gueuze.

La Cantillon Gueuze risulta meno acidula e più equilibrata rispetto al prodotto puro. La carbonazione è da leggera a moderata, con schiuma scarsa ed evanescente. Al naso, sentori aciduli ed asprigni di uva chardonnay, note legnose e di spezie balsamiche ed erbacee. In bocca, il corpo è medio-leggero, con ha una consistenza acquosa. Il gusto è ricco, intenso, fortemente aspro, e, insieme, fresco, acidulo, fruttato, con note di quercia nel finale secco. La lunga persistenza retrolfattiva eroga suggestioni di lievito e di susina acerba.

Birra dal gusto evolutivo che si conserva a lungo in una buona cantina.

*Lambic: Il terroir Lambic vale solo in un’area ristretta, vicino Bruxelles, perché lì risiedono 84 specie di batteri e lieviti particolari: in teoria le fermentazioni spontanee si possono fare ovunque, ma non dispongono di questo mix di microorganismi, appunto, territoriali. Per fare un esempio, in USA hanno avviato la produzione di Lambic locali – anche se hanno finito con l’usare il termine “methode geuze”, per non incappare nelle ire dei fiamminghi. 

La culla del Lambic è il Pajottenland, con le sue tante municipalità con differenti etnie che vi abitano, una zona dove si beve Lambic almeno dal 1567, stando ai quadri di Bruegel il Vecchio che ce lo mostra come bevanda dei giorni di festa. Il microclima è generato dal fiume Senne, e dall’andamento di valli e colline, ma non si è ancora riusciti a capire cosa rende queste zone microbiologicamente così uniche. L’alone di mistero che aleggia sulla produzione del Lambic, e i microorganismi che ne fermentano il malto, sono oggetto di varie forme di superstizione (quando si aprono locali nuovi, all'interno dei birrifici, si fa in modo di preparare l’ambiente prima, ad esempio spruzzando Lambic sulle pareti del nuovo capannone). 

La lavorazione parte dal malto normale, di cui almeno un 35% frumento crudo e 65% malto d’orzo, così come scritto nel disciplinare (redatto però solo di recente e oggetto di specifico presidio Slow Food). Nel mulino si macina, quindi si fa la maltazione, poi si fa miscelazione con acqua calda ottenendo il mosto, il tutto effettuato in bollitori storici e alcuni recenti (insomma, recenti: del 1937). Il momento magico è l’aggiunta a mano del luppolo suranné, invecchiato, un luppolo quasi senza amaro e senza aroma ma con proprietà disinfettanti che viene sbriciolato all’interno. Poi si va alla vasca di raffreddamento in un sottotetto molto arieggiato, una vasca bassa e larga di rame. Nella notte si raffredda, e il giorno dopo si mette in botti di varia provenienza. Dentro le botti la microfauna è appunto la più variegata e originale, con varie spore e rimasugli di cotte e fermentazioni precedenti. Partono (quando vogliono) le fermentazioni spontanee, e si attende finché non c’è la fuoriuscita della spuma dal tappo della botte, che nasce e non si sa mai bene quando finisce. Quando questa termina, si mette il tappo di silicone e comincia il riposo dei Lambic, che si protrae per il tempo che l’assemblatore ritiene necessario.

Il birraio di volta in volta assaggia le varie botti, e da quelle che sceglie usa il Lambic per farne la geuze, ovvero la cuvée, con un procedimento molto simile a quello che praticano gli chef de cave delle maison di Champagne. La geuze classica è un multivintage composto per il 50% di Lambic di tre anni di età, per un 25% da Lambic di due anni e per il resto da Lambic più giovane, che è fondamentale perché è quello che fa partire l’ultima fermentazione in bottiglia per ottenere la carbonazione definitiva, altrimenti sarebbe piatta. Esistono poi varianti, con altri assemblaggi e con differenti botti per l’affinamento, e l’aggiunta di frutta fresca. 

Cenni storici sulla nascita delle Gueuze:
Nel XVIII secolo, un monaco benedettino di nome Dom Pérignon scoprì il méthode champenoise mentre mescolava diversi vini bianchi non frizzanti. Circa cento anni dopo un birrificio della provincia belga del Brabantemescolò vari lambic, ottenendo una fermentazione secondaria in bottiglia: così nacque la Gueuze! Fino al XIX secolo, le persone che vivevano a Bruxelles e nel Brabante circostante bevevano principalmente due tipi di birra: lambic e faro. Tuttavia, l'introduzione delle bottiglie di vetro e la scoperta di Dom Pérignon portarono ad una rivoluzione nel piccolo mondo dei birrai di Bruxelles: in un breve periodo di tempo, la gueuze è diventata la birra iconica di Bruxelles.

Nazione

BE Belgio

Gradazione Alcolica

5.5% alc. vol

Colore e Bicchiere

Pinta ChiaraPinta
Chiara

Tipologia

Lambic

€ 13.50 Bottiglia 37.5cl In Esaurimento
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